Il corsivo le lettere una per una classe prima, 31 schede
Le ventisei lettere minuscole del corsivo, una per scheda, nell'ordine in cui si insegnano davvero: per famiglia di gesto e non in ordine alfabetico. Prima le aste (i, u, t), poi i ponti (n, m, r), poi gli occhielli, poi i cerchi - la a è un cerchio più un'asta ed è fra le difficili, non fra le prime. Quattro schede di pregrafismo aprono il quaderno e la scheda del proprio nome lo chiude. Su ogni riga si ripassa il grigio e poi si scrive da soli. Righe di rigatura A, quella del quaderno di prima e di seconda.
COME SI USA: si stampa e si fotocopia. Ogni scheda sta su una pagina sola, ha una consegna sola e le righe del quaderno già stampate: si dà da fare in classe o per casa senza preparare niente. In fondo a ogni scheda c'è una riga per l'insegnante che dice a che cosa serve quel gesto.
LE RIGHE SONO QUELLE DEL QUADERNO DELLA CLASSE GIUSTA, e non è un dettaglio: una scheda con le righe sbagliate è inservibile. Rigatura A (passo 14 mm) per la prima e la seconda, rigatura B (10 mm) per la terza, rigatura C (7 mm) per la quarta e la quinta. Le due righe guida non sono un numero a memoria: sono misurate sul carattere vero, dove arrivano davvero l'asta della l e la coda della g.
LE LETTERE SI IMPARANO IN ORDINE DI GESTO, NON ALFABETICO: prima i, u, t, poi n, m, r, poi e, l, b, f, h, poi a, c, d, o, g, q, e così via. È l'ordine con cui la mano impara, e l'ordine alfabetico non lo rispetta. Sono segnati anche i due punti dove si sbaglia sempre: l'attacco dall'alto dopo b, o, v, w, e la maiuscola che non sta mai dentro una parola.
IL CORSIVO È UN CORSIVO SCOLASTICO ITALIANO, con le lettere legate e le forme che si insegnano qui - non un carattere "a mano libera" decorativo. Un bambino che copia una forma sbagliata se la porta dietro per anni.
Non sono un maestro: ho insegnato all'università durante il dottorato e sono il padre di una bambina che sta imparando a leggere. Se trovate un errore, scrivetemelo: la prossima versione lo correggerà.
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✏️ Prendi carta e matita! Parola di Prof. Mina — l'aiutante di Fabio Felice Cudia.