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Verifiche di italiano classe quarta con le griglie

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9 verifiche di italiano per la classe quarta, e ognuna ha la sua griglia di valutazione già pronta. 27 pagine in bianco e nero, pensate per la fotocopia: si stampa, si fa scrivere, si corregge, si assegna il livello.

COME SONO FATTE: ogni verifica sta su una pagina, la sua griglia sulla pagina accanto. Si fotocopia la prima e si tiene la seconda. In fondo a ogni verifica c'è la fascia con il punteggio totale e le sei caselle del giudizio, con le soglie già scritte: si somma e si barra.

QUANDO SI USANO: la prova d'ingresso di settembre, una verifica per ogni unità del programma, la verifica del primo quadrimestre a gennaio e la finale di maggio. Coprono l'anno intero, nell'ordine in cui si insegna.

CHE COSA C'È DENTRO: Le parti del discorso, i tempi del verbo (presente, imperfetto, futuro), le tre coniugazioni, il soggetto e il predicato, i sinonimi e i contrari. È l'anno in cui si comincia a smontare la frase, ed è il passo che porta all'analisi logica.

LA GRIGLIA, in ognuna delle verifiche, contiene quattro cose: che cosa vale ogni esercizio, con la somma che torna al totale stampato sulla verifica; come si assegnano i punti DENTRO un esercizio — che è la parte che di solito manca e che serve quando due bambini fanno lo stesso errore in modo diverso; la corrispondenza fra punteggio e giudizio con le parole dell'ordinanza; e una nota che dice che cosa guardare oltre al punteggio.

LE SOLUZIONI sono complete. Nessuna risposta è scritta a mano da nessuna parte: ogni esercizio nasce insieme alla sua risposta, e la pagina delle soluzioni è la stessa lista letta una seconda volta. La divisione in sillabe è verificata due volte, a mano e con le regole, e il prodotto non esce se le due cose non coincidono.

Una cosa sul verbo: «giochiamo» vuole l'acca, «gioco» no. I verbi in -care e -gare la prendono davanti alla i e alla e, altrimenti il suono cambia. Nella griglia questo errore vale mezzo punto e non zero: il bambino ha coniugato giusto e ha sbagliato l'ortografia, e sono due cose diverse.

Le fasce del giudizio non sono uguali per tutte le prove, perché i punti totali cambiano da una verifica all'altra: sono ricalcolate ogni volta sulle stesse percentuali. Per questo su una verifica da 20 punti «Ottimo» parte da 18 e su una da 16 parte da 15. Non è un refuso, ed è scritto anche nel quaderno.

Non sono un maestro: ho insegnato all'università durante il dottorato e sono il padre di una bambina che sta imparando a leggere. Se trovate un errore, scrivetemelo: la prossima versione lo correggerà.

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✏️ Prendi carta e matita! Parola di Prof. Mina — l'aiutante di Fabio Felice Cudia.

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