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Esercizi di grammatica classe prima: 10 schede

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10 schede di esercizi di grammatica per la classe prima, una per argomento, con tutte le soluzioni in fondo. Si stampa, si fotocopia, si dà da fare. Non c'è niente da preparare prima.

COME SONO FATTE: ogni scheda sta su una pagina sola e ha una consegna sola e un argomento solo. Si può dare per casa senza spiegare niente prima. Le soluzioni sono raccolte in fondo, così la pagina degli esercizi si fotocopia senza portarsi dietro le risposte.

SUL FOGLIO NON C'È IL VOTO, ed è voluto. Questo quaderno serve per il momento in cui si sbaglia, che è quello in cui si impara: un bambino che sa di essere valutato smette di provare le strade che non è sicuro di saper finire. Se cercate le prove con la griglia di valutazione già pronta, sono un altro prodotto, «Verifiche di italiano classe prima».

CHE COSA C'È DENTRO: Le sillabe, le doppie, quante sillabe ha una parola, gli articoli, il singolare e il plurale, l'ordine alfabetico. In prima non si chiede che cosa È una parola: si chiede di leggerla, dividerla, scriverla. Il nome delle parti del discorso arriva in terza, e chiederlo qui vuol dire far sbagliare tutti.

LE SOLUZIONI sono complete e nessuna è scritta a mano: ogni esercizio nasce insieme alla sua risposta, e la pagina delle soluzioni è la stessa lista letta una seconda volta. La divisione in sillabe è verificata due volte, a mano e con le regole, e il prodotto non esce se le due cose non coincidono.

NESSUN ESERCIZIO RIPETUTO: un controllo automatico rifiuta il quaderno se lo stesso esercizio compare su due schede, e rifiuta anche una scheda in cui la risposta di un esercizio sta scritta nella domanda di un altro — il bambino la copierebbe da due righe sopra e prenderebbe il punto pieno senza aver pensato niente.

Una cosa sulle sillabe: «ma-e-stra» non è un refuso. Quando due vocali forti si incontrano non fanno dittongo e si dividono. Un bambino che scrive «mae-stra» non ha sbagliato per distrazione: sta applicando la regola giusta nel posto sbagliato, ed è un errore che vale la pena spiegargli.

Non sono un maestro: ho insegnato all'università durante il dottorato e sono il padre di una bambina che sta imparando a leggere. Se trovate un errore, scrivetemelo: la prossima versione lo correggerà.


✏️ Prendi carta e matita! Parola di Prof. Mina — l'aiutante di Fabio Felice Cudia.

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