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THE BEATLES

Il Caso PID: Paul McCartney è morto davvero nel 1966?


C’è un segreto che agita le notti dei fan dei Beatles da oltre mezzo secolo. Non si tratta di una semplice fake news ante litteram, ma della più grande teoria del complotto nella storia del rock: la leggenda PID (Paul Is Dead).

Secondo questa teoria, il "Macca" che vediamo oggi non sarebbe il vero Paul, ma un sosia di nome William Campbell (conosciuto anche come Billy Shears). Il vero Paul? Sarebbe deceduto all'alba del 9 novembre 1966 in un tragico incidente stradale a bordo della sua Aston Martin.

L’esplosione mediatica: Quando il mondo smise di ascoltare e iniziò a "vedere"

Sebbene le voci circolassero sottovoce nei corridoi di Londra già dal '67, la bomba esplose mediaticamente tra il 1969 e i primi anni '70. Tutto partì da una telefonata in una radio di Detroit e da un articolo di un giornale studentesco dell'Illinois. Da quel momento, milioni di fan si trasformarono in detective improvvisati, analizzando i vinili non più per la musica, ma per trovare prove del "delitto".


Gli indizi nelle copertine: Un codice segreto per i fan?

I giornali dell'epoca e le fanzine si riempirono di analisi ossessive sulle grafiche degli album. Secondo i complottisti, i restanti Beatles, distrutti dal senso di colpa o costretti dal management, avrebbero disseminato gli album di messaggi subliminali.

  • Abbey Road (Il Funerale): È l'immagine simbolo. I quattro attraversano le strisce pedonali come una processione funebre. John (in bianco) è il sacerdote; Ringo (in nero) è l’impresario delle pompe funebri; George (in jeans) è il becchino. E Paul? È l’unico scalzo (come si usava seppellire i morti in alcune culture), fuori passo rispetto agli altri e tiene la sigaretta con la mano destra (mentre lui era notoriamente mancino).
  • Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band: Sulla copertina, sopra la testa di Paul, appare una mano aperta. In molte culture orientali, questo è un simbolo di morte. Inoltre, se si accosta uno specchio alla scritta "LONELY HEARTS" sulla grancassa, appare la scritta magica: 1 ONE 1 X HE ⚡ DIE (11 1 X LUI MUORE), con la freccia che punta dritto verso Paul.

La smentita che alimentò il mistero

Nel 1969, la psicosi collettiva era tale che Paul fu costretto a interrompere il suo isolamento in Scozia per un’intervista esclusiva con la rivista Life. Il titolo era inequivocabile: "Paul is still with us" (Paul è ancora con noi).

"Forse la voce ha iniziato a girare perché non sono apparso molto sui giornali ultimamente. Sono stato impegnato a lavorare per una vita intera e vado sui giornali solo quando voglio comunicare qualcosa. Al momento, non ho nulla da dire. Preferisco stare con la mia famiglia."

Nonostante le foto sorridenti con Linda e i figli, i complottisti non si fermarono. Negli anni '70, ogni suo album solista veniva passato al setaccio: frasi ascoltate al contrario (backmasking), testi ambigui e foto sfocate alimentarono il mito di Billy Shears per un altro decennio.


Perché questa storia ci affascina ancora?

Il caso PID non è solo una curiosità bizzarra. Rappresenta il momento in cui il pop è diventato mitologia. Che Paul sia morto o meno (Spoiler: è vivo e vegeto, e i suoi tour mondiali lo dimostrano), questa leggenda ha trasformato i Beatles in qualcosa di eterno, un rebus che non smetteremo mai di provare a risolvere.

Dopotutto, come disse lo stesso Paul anni dopo con amara ironia, intitolando un suo album dal vivo: "Paul Is Live".