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JIM MORRISON

The Doors – Gli ultimi giorni di Jim Morrison


Registrazioni ubriache, poesia, Parigi, mistero e una morte mai chiarita del tutto

C’è un momento in cui il rock smette di essere musica

e diventa leggenda.

Per Jim Morrison quel momento arrivò nel 1971, quando decise di lasciare Los Angeles, i concerti, la fama… e forse anche sé stesso.

Aveva solo 27 anni.

Ma sembrava averne vissuti cento.


Un re stanco del suo trono

Alla fine del 1970 Jim Morrison non era più il “Re Lucertola” che incendiava i palchi.

Era stanco.

Gonfio d’alcol.

Processato per atti osceni.

Ossessionato dalla poesia.

Non voleva più essere una rockstar.

Voleva essere un poeta maledetto, come Rimbaud o Baudelaire.

Durante le ultime sessioni dei Doors, quelle di L.A. Woman, Jim registrava spesso completamente ubriaco, seduto al buio, con le luci spente e una bottiglia accanto.

La sua voce però…

era più profonda, più oscura, più vera che mai.

Come se stesse cantando il proprio addio.


“Riders on the Storm”: una profezia

L’ultima canzone registrata da Jim Morrison fu Riders on the Storm.

Un brano inquietante.

Pioggia, tuoni, una voce sussurrata che sembra arrivare dall’aldilà.

Jim insistette per registrare un bisbiglio vocale, quasi un fantasma sopra la traccia principale.

Quando la riascolti oggi, fa paura.

Sembra davvero una voce che arriva

da un altro mondo.


La fuga a Parigi

Nel marzo del 1971 Jim lascia l’America.

Va a Parigi con Pamela Courson, la donna che amava e che allo stesso tempo lo stava distruggendo.

Passeggia lungo la Senna.

Scrive poesie nei caffè.

Visita la tomba di Oscar Wilde.

Per la prima volta sembra… sereno.

I fan quasi non lo riconoscono:

barba lunga, capelli sciolti, nessuna posa da rockstar.

Solo un uomo che cammina.


La notte del 3 luglio 1971

La versione ufficiale dice:

Jim Morrison viene trovato morto nella vasca da bagno del suo appartamento parigino.
Arresto cardiaco.
Nessuna autopsia.

Ed è qui che nasce il mistero.

In Francia, all’epoca, non era obbligatoria l’autopsia.

Il corpo venne sepolto in fretta.

Troppo in fretta.


Le teorie mai chiarite

Da quel momento iniziano le domande.

  • Alcuni amici dissero che Jim era stato visto poche ore prima in un club parigino.
  • Altri parlarono di overdose in un locale, poi coperta per evitare scandali.
  • C’è chi giura che Pamela mentì per proteggerlo.
  • E chi ancora oggi sostiene che Jim Morrison non sia mai morto davvero.

Strano, vero?

Nessuna foto del corpo.

Nessuna autopsia.

Nessuna certezza.

Solo silenzio.


Il Club dei 27

Con la sua morte, Jim Morrison entrò nel famigerato Club 27:

Jimi Hendrix

Janis Joplin

Jim Morrison

Tre geni.

Tre anime bruciate troppo in fretta.

Tre morti in meno di due anni.

Il rock non fu mai più lo stesso.


La tomba più visitata del rock

Oggi Jim Morrison riposa al cimitero Père-Lachaise.

Sulla sua tomba compaiono ogni giorno:

  • poesie
  • bottiglie di whisky
  • sigarette
  • lettere d’amore

C’è scritto:

“Kata ton daimona eaytoy”

(Fedele al proprio demone)

Forse nessuna frase lo descrive meglio.


Jim Morrison non è morto

Perché ogni volta che parte The End

ogni volta che risuona Light My Fire

ogni volta che la sua voce graffia l’anima…

Jim Morrison è ancora lì.

A cantare.

A provocare.

A bruciare.

Come fanno solo i veri poeti maledetti del rock. A.G.