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The Who fecero esplodere il palco: la notte che cambiò tutto


Una storia di follia rock, esplosioni reali e conseguenze permanenti che hanno segnato per sempre la storia della musica.

L'antefatto esplosivo

Era il 1967 e gli Who erano già conosciuti per la loro energia selvaggia sul palco. Pete Townshend distruggeva regolarmente le sue chitarre, Roger Daltrey faceva roteare il microfono come un'arma, e Keith Moon... beh, Keith Moon era in una categoria a parte.

Il batterista più folle del rock'n'roll stava per superare ogni limite immaginabile, trasformando una semplice performance televisiva in un evento che avrebbe cambiato per sempre la vita della band.

Keith Moon e la sua ossessione per il caos

Il batterista più imprevedibile

Keith Moon era noto per la sua personalità irrequieta, esplosiva e completamente fuori controllo. Non era semplicemente un musicista: era un performer nato per scioccare.

Moon aveva l'abitudine di nascondere esplosivi nella sua batteria per chiudere i concerti con un botto letterale. Era il suo marchio di fabbrica, il suo modo di lasciare il pubblico a bocca aperta.

Durante una performance TV, decise di aumentare drasticamente la carica esplosiva. Quello che nessuno sapeva era quanto drasticamente avrebbe esagerato.

La miccia della leggenda

Nascosti tra i tamburi e i piatti, gli esplosivi attendevano il momento perfetto. Keith Moon aveva preparato qualcosa che sarebbe andato ben oltre ogni sua precedente esibizione pirotecnica.

La performance TV che fece tremare lo studio

Nessuno avrebbe potuto immaginare che una normale serata televisiva stesse per trasformarsi in un momento che avrebbe fatto storia. Gli studi CBS di Los Angeles si preparavano a ospitare The Who, ignari del caos imminente.

Quella sera del settembre 1967 sarebbe diventata leggendaria per tutti i motivi sbagliati... o forse per tutti quelli giusti, a seconda del punto di vista.

The Smothers Brothers Comedy Hour, 17 settembre 1967

La sera dell'esibizione

The Who arrivano negli studi CBS di Los Angeles per esibirsi in diretta nazionale al The Smothers Brothers Comedy Hour, uno degli show più seguiti d'America.

Keith Moon carica la batteria con una quantità enorme di dinamite e fuochi d'artificio - circa 10 volte la dose consentita. Il tecnico degli effetti speciali non è a conoscenza della quantità reale.

Il gran finale di "My Generation"

Alla fine della canzone, l'esplosione pianificata diventa un'esplosione devastante che scuote l'intero palco, avvolgendo tutto in una nuvola di fumo bianco denso.

L'esplosione che terrorizzò il pubblico

L'esplosione è così forte che scuote fisicamente lo studio. La telecamera trema violentemente e il fumo denso invade rapidamente l'intero set televisivo. Il suono del botto viene registrato e trasmesso in diretta nazionale.

Roger Daltrey in fuga

Il cantante degli Who si sposta di corsa per mettersi in salvo, visibilmente spaventato dall'intensità dell'esplosione. Anche lui non sapeva quanto Moon avesse esagerato con gli esplosivi.

Il pubblico in studio e i presenti sono completamente scioccati. Alcuni gridano, altri rimangono pietrificati. Per lunghi secondi nessuno capisce cosa sia successo veramente.

Le conseguenze per la band

Mentre il fumo si diradava lentamente, divenne chiaro che quello che era appena successo non era uno scherzo. Le conseguenze dell'esplosione sarebbero state durature e, per alcuni membri della band, permanenti.

Il prezzo del rock'n'roll stava per essere pagato con l'udito, il sangue e la reputazione della band negli ambienti televisivi.

Pete Townshend, mezzo sordo per sempre

L'esplosione è così vicina a Pete Townshend che gli brucia letteralmente i capelli. Ma il danno più grave è quello che non si vede: il suo udito subisce danni permanenti e irreversibili.

Il chitarrista rimane sul palco con un dito nell'orecchio, visibilmente scosso e confuso. Il dolore e il fischio nelle orecchie sono insopportabili. In quel momento non sa ancora che non se ne libererà mai più.

Negli anni successivi, Townshend attribuirà pubblicamente a quell'evento la perdita parziale dell'udito che lo accompagnerà per tutta la vita. Una cicatrice invisibile ma dolorosa del rock'n'roll.

Keith Moon, ferito ma orgoglioso

Schegge di piatti e frammenti di metallo gli lacerano il braccio durante l'esplosione. Il sangue macchia la sua camicia, ma Moon sembra quasi indifferente al dolore fisico.

Nonostante le ferite e il panico generale, Keith Moon è incredibilmente fiero del suo gesto. Lo considera un successo artistico, l'apice della sua carriera di provocatore.

La band viene immediatamente bandita dagli studi televisivi per la pericolosità dell'episodio. La CBS e altre reti considerano The Who troppo rischiosi per trasmissioni in diretta.

John Entwistle, l'unico calmo nel caos

Mentre tutti intorno a lui correvano, urlavano o si coprivano le orecchie doloranti, John Entwistle rimase completamente impassibile.

Il bassista degli Who sembrava quasi indifferente all'esplosione che aveva appena scosso l'intero studio. Con la sua caratteristica espressione stoica, continuò a tenere il suo basso come se nulla fosse accaduto.

Questo contrasto netto con la reazione degli altri membri della band e del pubblico in panico divenne parte della leggenda: mentre il caos regnava sovrano, "The Ox" rimaneva una roccia inamovibile.

Il prezzo del rock

Un'immagine iconica: Pete Townshend con i capelli scompigliati, un dito nell'orecchio, lo sguardo confuso. Il momento esatto in cui il rock'n'roll chiese il suo tributo.

L'eredità di un momento leggendario

Quello che avrebbe potuto essere un disastro dimenticato divenne invece uno dei momenti più iconici della storia del rock. L'esplosione del 17 settembre 1967 trascese l'evento stesso, diventando un simbolo di un'era e di un atteggiamento.

Decenni dopo, musicisti e fan continuano a raccontare questa storia come esempio supremo della ribellione e dell'audacia che definirono il rock degli anni '60.

Un'esplosione che entrò nella storia del rock

L'episodio incarna perfettamente la ribellione e la follia degli Who negli anni '60. Era più di una semplice performance: era una dichiarazione di guerra alle convenzioni.

Ha ispirato generazioni di musicisti e fan per la sua audacia e il suo caos controllato (o forse incontrollato). Ogni band punk e rock successiva ha guardato a questo momento come un faro.

Rimane uno dei momenti più iconici e raccontati della band. Documentari, biografie e interviste tornano sempre a quella sera esplosiva del 1967.

Conclusione: Quando il rock fa boom

Keith Moon trasformò una semplice performance televisiva in un evento che nessuno avrebbe mai dimenticato. Non era solo musica: era teatro, pericolo e pura follia.

Il prezzo fu alto - l'udito permanentemente danneggiato di Townshend, le ferite di Moon, il bando dalla TV - ma la leggenda degli Who si rafforzò per sempre.

Un invito a ricordare il coraggio e la follia che hanno fatto la storia della musica. A volte i momenti più iconici nascono dai rischi più folli.

A.G.