La storia delle librerie inizia 5000 anni fa
L'esistenza di librerie degne di questo nome nelle città-stato del Vicino Oriente del III millennio a.C. è documentata da numerose testimonianze e reperti archeologici. Si tratta di collezioni di tavolette d'argilla di contenuto vario: contabilità dei magazzini regi, testi di legge, atti amministrativi, sentenze giudiziarie, corrispondenza diplomatica. Solo alcuni testi contenuti in queste antiche raccolte possono essere considerati veri e propri libri.
Le più antiche raccolte di tavolette pervenute sono quelle di Ebla in Siria (circa 17.000 tavolette) e Lagash (circa 30.000), risalenti alla seconda metà del III millennio a.C.. Mentre le collezioni di tavolette scoperte a Nippur (circa 30.000), a Mari (circa 25.000 tavolette), Ḫattuša, (circa 30.000), e Ugarit risalgono al II millennio a.C.. A Ninive gli archeologi hanno rinvenuto in una parte del palazzo reale di Assurbanipal 22.000 tavolette d'argilla, corrispondenti alla biblioteca ed agli archivi del palazzo del VII secolo a.C.. In questa biblioteca sono state trovate le versioni integrali dei poemi mesopotamici, su cui si basano le odierne edizioni. Si tramanda la presenza di una raccolta di testi nell'Atene classica, fondata da Pisistrato intorno al 550 a.C.. La raccolta di libri più celebre dell'antichità è senza dubbio la Biblioteca di Alessandria, in Egitto, creata nel III secolo a.C.: con circa 49.000 volumi al tempo di Callimaco e 700 000 al tempo di Giulio Cesare. Altra grande raccolta dell'età ellenistica era quella di Pergamo, fondata da Eumene II con un patrimonio di 200.000 volumi. Altre collezioni minori erano quelle attestate ad Atene, Rodi ed Antiochia.
Anche a Roma esistevano grandi raccolte, come quelle famose di Attico e di Lucullo. La prima struttura pubblica fu quella istituita sull'Aventino da Asinio Pollione nel 39 a.C.. Successivamente, in età augustea, furono fondate quelle presso il Portico di Ottavia vicino al Teatro di Marcello e quella nel Tempio di Apollo Palatino.
In altre città dell'Impero furono fondate centri di raccolta provinciali, come la Biblioteca di Celso ad Efeso; due ad Atene, una a Cartagine.
La crisi che pervase il mondo occidentale dopo la caduta dell'impero romano interessò anche il mondo dei libri. La prima testimonianza medievale riguarda la raccolta creata nel 550 da Cassiodoro nel Vivarium di Squillace in Calabria. Nel Mediterraneo orientale, invece, le librerie continuavano a fiorire, innanzitutto quella di Costantinopoli, fondata nel 357 da Costante II. Poi vi erano le raccolte patriarcali, specializzate in testi cristiani, ed anche in questo ambito quella di Costantinopoli era la più importante. Infine c'erano le raccolte monastiche, le più importanti delle quali sono quelle del monastero di Santa Caterina del Monte Sinai e quelle dei monasteri del Monte Athos. Queste biblioteche monastiche sono sopravvissute fino ad oggi e costituiscono un'importante fonte per la conoscenza delle Sacre Scritture.
Le moderne librerie e l'avvento di Internet
Determinante per la nascita delle moderne librerie fu l'invenzione della stampa, che verso la fine del XV secolo moltiplicò il numero e la disponibilità dei volumi, in quanto ridusse il costo della produzione libraria. Il maggior pregio delle raccolte rinascimentali rimane, tuttavia, il numero e l'importanza dei manoscritti di opere greche, latine e paleocristiane, che esse conservano. Lo spirito umanistico, patrocinato dai varii signori rinascimentali, fece nascere le prime raccolte "laiche", come quella Viscontea-Sforzesca, la Malatestiana di Cesena, la Estense a Ferrara, la Gonzaghesca a Mantova, la Laurenziana di Firenze, la Marciana di Venezia.
Nel XVI secolo la diffusione delle prime case editrici, soprattutto a Venezia, ad Amsterdam, a Lione, a Lipsia, favorì la circolazione degli esemplari delle opere in tutta Europa e quindi la loro raccolta. Nel 1800 viene fondata la Library of Congress di Washington. La libreria italiana più antica tuttora in attività è la Libreria Bozzi di Genova fondata nel 1810.
Dal 1980 si assiste ad un crescente sviluppo dell'utilizzo del computer per l'informatizzazione dei cataloghi. Oltre ai software gestiti su mainframe la diffusione dei pc favorisce l'automazione di piccole librerie. Con lo sviluppo di Internet alla fine degli anni 1990, il servizio si estende anche alla messa a disposizione degli utenti di selezioni tematiche di siti web di qualità ed a molte iniziative di alfabetizzazione su Internet per gli utenti. E successivamente si osserva l'avvento delle librerie digitali.
La letteratura grigia
Per definire i testi esclusi dal mondo delle librerie convenzionali, nel "Congresso internazionale sulla letteratura grigia" svoltosi a Lussemburgo nel 1997, è stato coniato il termine "letteratura grigia" con cui si intende tutto il materiale escluso dalla catalogazione OPAC. In particolare la definizione è: "Informazione prodotta a livello governativo, accademico o industriale, in formato elettronico e cartaceo, non controllata dall'editoria commerciale, cioè da organismi o enti produttori la cui attività principale non sia quella editoriale". Ad esempio: rapporti tecnici, rapporti o progetti di ricerca, atti di convegni/seminari, linee guida tecniche, metodi, tesi, opuscoli divulgativi, giornali "house organ" di una qualche comunità. Tale materiale, a volte, è particolarmente curato nella veste grafica ed è una importante fonte primaria storica ed informativa.
La Libreria Tecnica A2C si inserisce nell'ambito della "letteratura grigia" nel fornire manuali, procedure, istruzioni operative, metodi, protocolli, moduli, linee guida.
Per maggiori informazioni: https://it.wikipedia.org/wiki/Letteratura_grigia