Puntata 1 — Dove tutto è iniziato
Mi chiamo Francesco Guerriero, classe 1986, e il mio percorso nel mondo dei Controlli Non Distruttivi è iniziato nell'aprile del 2014.
Tutto nasce dalla voglia di mettermi alla prova.
Decisi di intraprendere un'esperienza professionale lontano da Marigliano, in provincia di Napoli, il paese da cui partivo, entrando in un settore per me completamente nuovo: quello della costruzione dei metanodotti.
Non potevo ancora saperlo, ma quella decisione avrebbe rappresentato l'inizio di un percorso professionale destinato a crescere cantiere dopo cantiere.
L'inizio con O.R.A.T. S.r.l.
La mia prima esperienza nel settore iniziò con O.R.A.T. S.r.l., azienda con sede a Piacenza, impegnata in lavori e cantieri sul territorio nazionale e internazionale.
I tecnici venivano destinati alle diverse commesse anche in funzione delle competenze e dell'esperienza maturata.
Per me, che ero all'inizio, il primo passo fu necessariamente la formazione.
L'azienda mi diede la possibilità di avvicinarmi agli ultrasuoni manuali (UT), metodologia che in quel periodo veniva utilizzata, tra le altre applicazioni, per il controllo delle riparazioni effettuate direttamente in campo.
Il corso mi fornì le prime basi teoriche.
Principi fisici, strumentazione, sonde, segnali e modalità di controllo iniziavano a far parte di un nuovo linguaggio professionale.
Ma mancava ancora qualcosa.
Il campo.
Il primo cantiere: Ferentino
La mia prima destinazione fu Ferentino, in provincia di Frosinone.
Fu lì che iniziai concretamente il mio percorso operativo, con il ruolo di aiutante Rotoscan.
Per chi si avvicinava per la prima volta a questo mondo, trovarsi davanti a un sistema automatico ad ultrasuoni come il Rotoscan significava confrontarsi immediatamente con una tecnologia complessa.
Il sistema era composto da più di dieci sonde angolate, configurate con differenti angoli in modo da poter coprire il volume della saldatura sottoposta a controllo.
Dietro quello che inizialmente poteva sembrare semplicemente un insieme di strumenti, sonde e segnali c'era in realtà un processo molto più articolato.
Preparazione.
Configurazione.
Conoscenza della saldatura.
Controllo.
Interpretazione dei segnali.
E, soprattutto, esperienza.
Quando la teoria incontra il cantiere
A Ferentino ebbi la possibilità di essere affiancato da tecnici e ispettori con una conoscenza approfondita delle metodologie e delle strumentazioni.
Fu probabilmente uno degli aspetti più importanti di quella prima esperienza.
Le nozioni apprese durante la formazione cominciavano finalmente ad assumere un significato concreto.
Una cosa è studiare il comportamento degli ultrasuoni durante un corso.
Un'altra è trovarsi sul campo e vedere quelle conoscenze applicate a una saldatura reale, all'interno di un processo produttivo dove ogni controllo ha una responsabilità precisa.
Osservare chi aveva più esperienza di me, fare domande, partecipare alle attività quotidiane e cercare di comprendere il perché di ogni operazione rappresentavano una vera e propria prosecuzione della formazione.
La teoria mi aveva fornito le basi.
Il cantiere cominciava a insegnarmi il mestiere.
Quel connubio tra formazione teorica ed esperienza pratica sarebbe diventato uno degli elementi fondamentali della mia crescita professionale.
Il secondo passo: Biccari
Terminato il cantiere di Ferentino, insieme al mio supervisore arrivò il momento di ripartire.
La nuova destinazione fu un metanodotto in costruzione nella zona di Biccari.
Stessa metodologia.
Stessa strumentazione.
Stesso tipo di lavoro.
Eppure qualcosa era già diverso.
Questa volta avevo una marcia in più.
Non certo perché fossi diventato improvvisamente un tecnico esperto. Il percorso era appena cominciato e avevo ancora moltissimo da imparare.
Ma arrivavo sul nuovo cantiere con maggiore consapevolezza.
Conoscevo meglio la strumentazione.
Comprendevo maggiormente quello che accadeva intorno a me.
Avevo iniziato ad acquisire quella sicurezza che soltanto il lavoro sul campo può trasmettere.
Più conoscenza.
Più sicurezza.
Più professionalità.
Era soltanto il secondo cantiere, ma iniziavo già a capire qualcosa che mi avrebbe accompagnato negli anni successivi:
nei Controlli Non Distruttivi ogni esperienza lascia qualcosa al tecnico che la vive.
Ogni cantiere, ogni controllo, ogni collega e ogni problema affrontato contribuiscono a costruire un patrimonio professionale che difficilmente può essere acquisito soltanto sui libri.
Quando si arriva alla commessa successiva, quindi, non si riparte mai veramente da zero.
Continua…
Biccari sarebbe stato soltanto un altro passo.
Da lì sarebbero arrivati nuovi cantieri, nuove metodologie, nuove responsabilità e soprattutto nuove persone dalle quali imparare.
Nella prossima puntata ripartirò proprio da quel metanodotto e da una fase molto particolare del mio percorso:
il momento in cui smetti, poco alla volta, di sentirti soltanto “quello nuovo” e inizi a sentirti parte del lavoro.
Perché nasce “Dal campo”
Questa rubrica nasce dalla volontà di raccontare i Controlli Non Distruttivi attraverso l'esperienza vissuta.
Non soltanto metodologie, procedure e strumentazioni, ma anche cantieri, persone, difficoltà, responsabilità e crescita professionale.
È lo stesso principio che mi ha portato a creare una collana di eBook dedicata ai Controlli Non Distruttivi, con l'obiettivo di rendere questo settore più comprensibile e avvicinare teoria ed esperienza pratica.
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Francesco Guerriero
Controlli Non Distruttivi — esperienze dal campo
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