Quando si parla di fotografia astronomica si pensa spesso a grandi telescopi e costose fotocamere astronomiche. In parte è vero: la fotografia del profondo cielo di nebulose e galassie richiede dei setup complicati da assemblare, da gestire e piuttosto costosi.
Tuttavia, si può fare fotografia astronomica anche senza telescopio, con una semplice fotocamera dotata di un obiettivo a grande campo su un economico treppiede.
Questo campo della fotografia astronomica è molto più accessibile economicamente ed è molto più facile da apprendere. I risultati possono essere spettacolari, ma è richiesto un cielo molto scuro, privo o quasi di inquinamento luminoso.
Il cielo di Atacama
Come forse già sapete, vivo da tanti anni nel deserto di Atacama, in Cile, il luogo con i cieli notturni più scuri e trasparenti del Pianeta. E non mi diverto solo a fare fotografia attraverso il mio telescopio. Spesso, infatti, trovo persino più emozionante e spettacolare scattare foto al cielo con semplici obiettivi fotografici, per mostrare tutta la sua bellezza che, purtroppo, non è accessibile alla limitata sensibilità dei nostri occhi e di certo non è accessibile da luoghi con elevato inquinamento luminoso. Chi non ha avuto la fortuna di trovarsi sotto un cielo davvero scuro, spesso non sa cosa si può vedere ed effettivamente fotografare con un setup molto semplice.
Fotografia astronomica a grandissimo campo
Con una semplice fotocamera e un obiettivo a corta focale manuale da poche decine o centinaia di euro, dunque, è possibile ottenere delle visioni simili a quelle che hanno i nostri occhi per quanto riguarda il campo di vista, ma di gran lunga più spettacolari perché i sensori fotografici possono vedere molte più stelle, molte più strutture deboli e tanti, tantissimi colori. I colori nel cielo notturno ci sono, sono reali, ma i nostri occhi non li possono vedere, fornendoci una rappresentazione molto parziale e distorta della realtà. Per questa ragione la fotografia astronomica a grandissimo campo può diventare sorprendente.
Spesso si pensa che queste foto a grande campo siano pesantemente elaborate con software di fotoritocco e mostrino cose a noi invisibili. Effettivamente mostrano cose a noi invisibili, ma sono assolutamente reali!
Uno scatto grezzo a grandissimo campo per voi

Lo scatto grezzo di partenza. Scaricatelo ed elaboratelo se volete!
Per questa ragione ho deciso di condividere con voi uno scatto grezzo a grande campo del cielo di Atacama. L'ho eseguito con una vecchia fotocamera Sony A7S del 2015, con appena 12 milioni di pixel, con un obiettivo manuale Samyang da 12 mm f2.8 chiuso a f4. Avevo lasciato a casa il treppiede, quindi ho poggiato la fotocamera su un sasso e ho fatto un singolo scatto da 30 secondi a 10 mila ISO.
Se volete divertirvi, scaricatelo qui e provate a elaborarlo. Mandatemi le vostre elaborazioni e le aggiungerò a questo post! Vi sorprenderà vedere che già l'immagine grezza è praticamente quasi pronta. C'è solo del rumore da togliere (e lo strumento di riduzione del rumore di Camera Raw lo fa in modo eccellente), un po' di curve di luminosità da sistemare e, se vogliamo, un po' di saturazione da incrementare per rendere i colori ancora più accesi.
Questo, dunque, rappresenta il punto di partenza imprescindibile di ogni buona fotografia a grandissimo campo. Il segnale ci deve essere, deve essere ben esposto e la messa a fuoco impeccabile. La fase di elaborazione successiva è solo un semplice esercizio per mostrare in modo ancora più pulito e impressionante tutto quello che è già presente nello scatto grezzo. Niente fotoritocco, niente segnale inventato.
Nel mio corso dedicato alla fotografia astronomica, affrontiamo in diverse lezioni le tecniche di ripresa per la fotografia astronomica a grande campo e le successive tecniche di elaborazione, con Photoshop e Camera Raw, senza inventare niente. L'importante è partire da uno scatto grezzo già ottimo.
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