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Il diritto alla conoscenza del contenuto degli atti

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Il diritto alla conoscenza del contenuto degli atti: verso una teoria generale della notificazione come strumento di effettività del contraddittorio



Nel diritto processuale e, più in generale, nel diritto privato contemporaneo, la notificazione è tradizionalmente concepita come lo strumento tecnico attraverso il quale un atto giuridico viene portato nella sfera di conoscibilità del destinatario.

Tale impostazione si fonda tuttavia su una distinzione concettuale che merita oggi di essere rimessa in discussione: quella tra conoscenza presunta e conoscenza effettiva dell'atto. L'ordinamento italiano, pur garantendo formalmente il diritto di difesa (art. 24 Cost.) e il principio del contraddittorio (art. 111 Cost.), continua in larga misura a costruire gli effetti giuridici delle notificazioni su presunzioni legali di conoscenza, talvolta indipendenti dall'effettiva ricezione del contenuto dell'atto.

L'ipotesi qui sostenuta è che, alla luce dell'evoluzione del diritto convenzionale europeo e della stessa logica costituzionale interna, sia urgente individuare un principio generale dell'ordinamento: il diritto alla conoscenza del contenuto degli atti giuridici che incidono sulla sfera giuridica del destinatario.



ARTICOLO ALTAMENTE SPECIALISTICO

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