I promessi sposi
Ciao caro lettore, siediti un attimo e posa quel telefono maledetto.
Ti sei mai sentito come un vaso di terracotta costretto a viaggiare in compagnia di molti vasi di ferro? Hai presente quella sensazione di essere schiacciato tra poteri più grandi di te, mentre cerchi solo di farti i fatti tuoi nel tuo piccolo angolo di mondo? Ecco, benvenuto nel club di Don Abbondio. Oggi ti spiego i Promessi Sposi di Alessandro Manzoni in modo onesto, senza la polvere delle biblioteche e senza quella noia mortale delle lezioni scolastiche.
Prima di iniziare, però, una piccola pillola da "esperto": Manzoni non si è inventato tutto da zero. Ha fatto finta (o forse no, il dibattito è aperto) di aver trovato un vecchio manoscritto del Seicento, uno "scartafaccio" tutto graffiato e sbiadito, scritto in un linguaggio "sguaiato" e pieno di errori. Lo ha riscritto perché la storia era troppo bella per essere dimenticata, ma lo stile originale era, parole sue, una "grandine di concettini". In pratica, Manzoni è stato il primo grande editor della storia: ha preso un contenuto grezzo e lo ha reso virale per i secoli a venire.
Pronto? Andiamo a vedere cosa succede, adesso tocca a te acquistare con un semplice click