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E qui - Altri tipi di coraggio (ital. Spoken Word with Classical Background Music)

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**Altri tipi di coraggio**

*Italian Spoken Word by Kay Uwe Rott*


(Demo. 58 sec of 6:00 minutes)


There are many kinds of courage.


The courage to leave.

The courage to stay.

The courage to love without knowing what will happen.

The courage to let go.

The courage to continue when there is no answer.


Perhaps, at some point in life, we stop waiting for someone to come and save us.


And we begin to ask a different question:


**What can we build ourselves?**


*Altri tipi di coraggio* is an Italian spoken-word piece about growing up, losing certainty, searching for meaning, and discovering that courage does not always have to be loud.


Sometimes courage is simply taking the next step.


And sometimes, it is building a place where one can finally say:


**È qui.

L’abbiamo costruito insieme.**


Part of the *Mucheng Music World*.


Music & Spoken Word: **Kay Uwe Rott**


Lyrics by Kay Uwe Rott

Altri tipi di coraggio

Non so quando ho cominciato ad avere paura.

Forse il giorno in cui ho capito

che mia madre non sarebbe stata sempre lì.

O forse prima.

Quando ero bambino

non sapevo ancora che il mondo fosse grande.

Sapevo soltanto

che esistevano due persone

che venivano quando le chiamavo.

Avevano mani.

Avevano una voce.

Avevano fame, stanchezza,

preoccupazioni.

Eppure venivano.

Se cadevo,

mi rialzavano.

Se avevo paura,

mi tenevano vicino.

Se qualcuno mi faceva del male,

si mettevano davanti a me.

Credevo fosse normale.

Poi sono diventato grande.

E nessuno mi ha spiegato

che diventare grandi

significa anche scoprire

che non c'è più nessuno

che possa prometterti

che andrà tutto bene.

Allora ho guardato in alto.

Ho chiamato Dio.

Padre.

Come se il cielo

potesse essere una casa

più grande della casa

da cui ero partito.

Ho pregato.

Per la paura.

Per l'amore.

Per la pace.

Per le persone che amavo.

Ho pregato ancora.

E ancora.

Poi ho chiamato Maria.

Madre.

Perché forse una madre

deve capire una madre.

Ma il cielo è rimasto cielo.

Le stelle hanno continuato

a stare al loro posto.

E il silenzio

è rimasto silenzio.

Allora ho cambiato nome

a ciò che non rispondeva.

Universo.

Destino.

Energia.

Fato.

Come se bastasse cambiare parola

per cambiare risposta.

Ma niente.

Nessuno.

E un giorno ho pensato:

Forse ho sbagliato domanda.

Forse non devo chiedere

chi verrà a salvarmi.

Forse devo chiedermi

chi posso diventare

quando nessuno viene.

E allora ho pensato

a mio padre.

A mia madre.

Due esseri umani.

Non dèi.

Non immortali.

Non onnipotenti.

Anche loro avevano paura.

Anche loro non conoscevano

la fine della storia.

Eppure

mi hanno cresciuto.

Mi hanno protetto

quando potevano.

Mi hanno dato quello

che avevano.

E forse questo

è uno dei primi tipi di coraggio:

amare qualcuno

senza sapere

come finirà.

Poi ne ho scoperto un altro.

Il coraggio di continuare

quando nessuno risponde.

Il coraggio di partire

senza sapere dove arrivare.

Il coraggio di restare

quando sarebbe più facile fuggire.

Il coraggio di lasciare andare

ciò che una volta

credevamo eterno.

Il coraggio di dire:

Non lo so.

Il coraggio di dire:

Ho sbagliato.

Il coraggio di ricominciare

quando nessuno applaude.

E forse,

il più strano di tutti,

il coraggio di costruire

qualcosa che non esiste ancora.

Non perché qualcuno

ce l'abbia promesso.

Non perché qualcuno

ce l'abbia chiesto.

Ma perché un giorno

guardando il mondo

abbiamo pensato:

Potrebbe essere diverso.

E allora prendiamo una pietra.

Poi un'altra.

Una strada.

Una casa.

Un albero.

Una musica.

Una voce.

Una mano.

Un'altra mano.

E lentamente

qualcosa appare.

Non dal cielo.

Da noi.

E forse questa

è la cosa che ho capito

più tardi di tutte:

non siamo qui

per aspettare una risposta.

Siamo qui

per diventare parte

della risposta.

E quando qualcuno

un giorno chiederà:

«Dov'è il luogo

in cui posso sentirmi al sicuro?»

forse non dovremo più

guardare verso il cielo.

Forse basterà indicare

davanti a noi.

E dire:

È qui.

L'abbiamo costruito insieme.