"Quindici inverni sotto lo stesso cielo" di Noemi Sinibaldi
Azzurra ha undici anni e la sua vita è un chiaroscuro che la fa sentire sempre in bilico: da una parte la passione per l'atletica, l'amore per la musica, la gioia di avere una famiglia che la fa sentire amata; dall'altra i problemi con le compagne di scuola, la presenza tossica di suo padre, e la costante sensazione di non riuscire a inserirsi bene in quel mondo brutale che chiede di decidere la propria strada prima ancora di aver compreso che cosa c'è nel proprio cuore.
Quando approda alla scuola superiore, tutto diventa ancora più difficile, quasi impossibile da sostenere. Seduta al suo banco accanto alla finestra, si perde nel cielo e nel suo mondo, la mente vaga in pensieri dolorosi che non dovrebbe ascoltare, e dentro di sé sente che ci sono ferite che non potrà mai riuscire a rimarginare.
L'unico appiglio alla vita è il pensiero di suo nipote Nicolò. Azzurra avverte che c'è un legame unico tra loro, un filo che li unisce e la porta a sentirlo vicino anche quando sono lontani. Quel bambino l'ha salvata senza neanche saperlo ed è grazie a lui se lei può ancora affacciarsi alla finestra ogni notte, scostare la tenda e guardare la luna. Quella luna che le fa capire che non è sola, che il mondo può essere un luogo sicuro anche per lei.
Ma quando viene improvvisamente separata dal bambino il dolore la trascina di nuovo giù. Nicolò è la sua ancora di salvezza, il suo pensiero felice, e niente può riempire quel vuoto lasciato dalla sua assenza. La vita continua a scorrere, Azzurra cresce e diventa adulta, ma non smette mai di pensare a quel bimbo che ama più di qualsiasi cosa. Nel suo cuore c'è un desiderio che non smette mai di brillare: ritrovarlo. Perché anche se sono passati tanti anni, tanti inverni senza più conoscersi, il loro legame è rimasto vivo e luminoso, come quello di due stelle che abitano lo stesso cielo.