Il tempo di una domanda — Attraversare la perdita
30 giorni di scrittura riflessiva per dare un nome al dolore e ricostruire uno spazio interiore
30 giorni di scrittura riflessiva per dare un nome al dolore e ricostruire uno spazio interiore
Una domanda al giorno, per 30 giorni, per attraversare perdita, dolore emotivo, parole non dette, corpo, colpa, rabbia, relazioni e possibilità di ricominciare senza cancellare ciò che è accaduto.
La morte di una persona cara.
La fine di una relazione.
Una separazione.
La perdita di un ruolo.
Un pensionamento.
Una malattia.
Una migrazione.
Una casa lasciata.
Una certezza che non regge più.
Un futuro immaginato che non esiste più.
Non tutte le perdite hanno lo stesso volto, ma molte lasciano una traccia simile: qualcosa che prima sosteneva la vita quotidiana non c’è più, o non è più come prima.
Giorni 1–5 — Dare un nome alla perdita
Per distinguere la perdita visibile da ciò che è venuto davvero a mancare: abitudini, ruoli, identità, futuro immaginato.
Giorni 6–10 — La verità che non si dice
Per avvicinare le parole trattenute, il falso “sto bene”, le emozioni soffocate, la vergogna e i pensieri difficili.
Giorni 11–15 — Il corpo, la fatica, il vuoto
Per ascoltare dove la perdita si manifesta nel corpo, nella stanchezza, nell’energia e nei gesti quotidiani.
Giorni 16–20 — Colpa, rabbia, lealtà
Per attraversare colpa reale o immaginata, rabbia, auto-perdono e il confine tra fedeltà e prigionia.
Giorni 21–25 — Relazioni, silenzi, isolamento
Per riconoscere ciò che non dici, l’aiuto che non chiedi e il rischio di perdere contatto anche con chi è ancora accanto.
Giorni 26–30 — Attraversare, custodire, rinascere
Per iniziare a custodire ciò che è stato senza restare fermo nel punto in cui tutto si è spezzato.
Il tempo di una domanda — Attraversare la perdita nasce per creare uno spazio quotidiano, semplice e protetto, in cui fermarti, scrivere e dare un nome a ciò che la perdita ha lasciato dentro di te.
Per 30 giorni riceverai una breve traccia con una domanda centrale e una consegna di scrittura. Non dovrai “rispondere bene”. Non ci sono risposte giuste, risultati da dimostrare o tempi da rispettare in modo rigido.
Ti serviranno solo un quaderno, una penna e 10–15 minuti al giorno.
Il dolore non si anestetizza. Non si cancella. Non si risolve perché qualcuno dice che “è ora di andare avanti”.
Il dolore, quando è possibile, si attraversa.
Il percorso include:
30 tracce quotidiane di scrittura riflessiva
Una domanda al giorno, con una breve introduzione e una consegna pratica.
Workbook digitale completo in PDF
Uno spazio di lavoro personale per conservare le domande, rileggere le risposte e tornare sulle tracce anche dopo la fine del percorso.
Materiali introduttivi e conclusivi
Per orientarti prima di iniziare e aiutarti a dare una forma a ciò che emerge alla fine dei 30 giorni.
Accesso progressivo al percorso
Le tracce sono pensate per accompagnarti giorno dopo giorno, senza fretta e senza sovraccaricare.
Walter è psicologo, PhD e docente universitario. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra psicologia, scrittura riflessiva e pratiche di consapevolezza. Nei suoi percorsi propone strumenti non farmacologici per esplorare emozioni, relazioni, attenzione, cambiamento e momenti di fragilità subclinica.
Attraverso la scrittura terapeutica, la respirazione, la mindfulness e la riflessione guidata, accompagna le persone a dare forma a ciò che vivono, riconoscere i propri schemi interiori e attraversare con maggiore consapevolezza le difficoltà della vita quotidiana.
Dove fa male, l’anima chiama.