Non devesi essere felice per forza
Ti senti in torto anche per come stai?
Ci sono giorni in cui resti in macchina qualche minuto prima di salire in casa. Non è successo niente di grave, e forse è proprio questo il problema: hai un lavoro, una casa, delle persone, e quindi dovresti stare bene.
Dovremmo essere grati, positivi, produttivi, resilienti. E quando invece arrivano ansia, tristezza, rabbia o pensieri che non si fermano, alla prima ferita se ne aggiunge una seconda: la convinzione di stare sbagliando qualcosa.
Questo libro parte dall'idea opposta. Non serve eliminare le emozioni difficili per ricominciare a vivere. Si può imparare a riconoscerle, ad attraversarle e a scegliere cosa fare anche quando sono presenti.
La psicologa e psicoterapeuta Nicoleta Pop-Span propone il Metodo A.P.R.I., quattro movimenti da tenere a mente nelle giornate difficili: Accogliere ciò che senti, tornare alla Presenza, ritrovare le tue Radici, agire con Impegno verso ciò che conta davvero.
Che cosa ti porti a casa
- 17 schede da compilare, con lo spazio per scrivere: quello che scrivi oggi ti servirà da rileggere fra tre settimane
- Il Semaforo della pratica, per sapere quando lavorare su un'emozione e quando invece è meglio fermarsi
- Un percorso di 28 giorni, da cinque a quindici minuti al giorno, pensato per giornate normali e non per le tue versioni migliori
- Un piano di rientro per i giorni in cui sembra tutto tornato indietro
- Le fonti di ogni capitolo, con i limiti degli studi dichiarati: puoi verificare quello che leggi
È per te se sei stanca o stanco di sentirti dire «pensa positivo», se hai provato dei libri di crescita personale e ti hanno lasciato la sensazione di essere il problema, o se stai già facendo un percorso e vuoi qualcosa da portare in seduta.
Non è per te se cerchi una tecnica per non provare più certe emozioni: qui non la troverai, perché non esiste.
Che libro non è. Non promette guarigioni, non insegna a pensare positivo, non sostituisce una terapia. È una guida che dice anche quando un esercizio è meglio rimandarlo: una cautela rara, e il motivo per cui può stare accanto a un percorso psicologico invece di prenderne il posto.
Non devi essere felice per forza. Devi poter tornare a scegliere.