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Ortografia: 8 verifiche dalla seconda alla quinta

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8 verifiche di ortografia, una per difficoltà, e ognuna ha la sua griglia di valutazione sulla pagina accanto: Le doppie, CE o CIE, GE o GIE, QU, CU o CQU, GN e GL, SCE o SCIE, L'accento, L'apostrofo, Verifica finale. 64 esercizi in tutto, 22 pagine in bianco e nero.

LA COSA CHE NESSUNO CONTROLLA, E CHE QUI È CONTROLLATA: «Scrivi la parola con la doppia giusta: pa__a» sembra un esercizio perfetto. In italiano lo riempiono sette parole: pacca, palla, panna, pappa, passa, patta, pazza. Un bambino che scrive «panna» ha ragione, e si ritrova un errore segnato in rosso.

Su quarantotto parole con la doppia, quindici avevano più di una risposta: «ba__o» sei, «ca__ello» quattro (cammello, cannello, cappello, carrello). In questo fascicolo non c'è nessuna di quelle. Ogni buco viene riempito dal motore con tutte le doppie italiane e confrontato con un dizionario di 120.000 parole: se le risposte possibili sono più di una, l'esercizio non entra. Vale anche per i gruppi: «Completa con CE o CIE: __lo» ha due risposte, cielo e celo (io celo, dal verbo celare).

LE GRIGLIE: ogni verifica ha la sua, sulla pagina dopo, e non è decorativa. Dice quanto vale ogni esercizio, come si assegnano i punti dentro un esercizio (punteggio pieno, metà, zero), e la corrispondenza fra punteggio e giudizio con le parole dell'ordinanza — Ottimo, Distinto, Buono, Discreto, Sufficiente, Non sufficiente. Le soglie sono ricalcolate sui punti di QUELLA prova, quindi cambiano da una verifica all'altra e sono sempre giuste.

PERCHÉ UN FASCICOLO PER QUATTRO CLASSI E NON QUATTRO FASCICOLI: le difficoltà ortografiche sono le stesse dalla seconda alla quinta, cambia quando si affrontano. Fare quattro prodotti vorrebbe dire mettere gli stessi esercizi in tutti e quattro e farli pagare quattro volte. Le prove sono in ordine di quando si insegnano: si usa quella che serve.

DENTRO OGNI GRIGLIA C'È ANCHE UNA NOTA PER L'INSEGNANTE, e non è riempitivo: chi scrive «pala» per «palla» non ha un problema di regola, ha un problema di ascolto, e si aiuta facendogli battere le mani sulle sillabe; chi raddoppia dove non va — «tavollo» — ha capito la regola e la applica troppo. Sono due lavori diversi, e il punteggio da solo non li distingue.

UNA PROVA CHE NON C'È, E PERCHÉ: non si chiede di mettere l'accento a «papa», «pero», «la», «ne». Sono parole vere senza accento, e l'esercizio insegnerebbe che sono sbagliate. Quelle coppie si insegnano al contrario, come coppie da distinguere in una frase, e c'è scritto nella griglia.

DOVE CONTINUA: nella stessa vetrina ci sono le schede di ortografia per ogni difficoltà (CE o CIE, GN e GL, QU CU CQU, SCE o SCIE, l'accento, la lettera H), i dettati ortografici con le parole già contate, e le griglie di valutazione da sole, gratuite.

Non sono un maestro: ho insegnato all'università durante il dottorato e sono il padre di una bambina che sta imparando a leggere. Se trovate un errore, scrivetemelo: la prossima versione lo correggerà.

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✏️ Prendi carta e matita! Parola di Prof. Mina — l'aiutante di Fabio Felice Cudia.

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