Le parole che feriscono
La coppia non finisce solo quando manca l’amore. A volte si consuma quando nessuno riesce più a dire ciò che sente, ciò che teme, ciò che desidera o ciò che non riesce più a sopportare.
La coppia non finisce solo quando manca l’amore. A volte si consuma quando nessuno riesce più a dire ciò che sente, ciò che teme, ciò che desidera o ciò che non riesce più a sopportare.
In una relazione di coppia non ci si perde sempre all’improvviso.
A volte la distanza nasce lentamente: da una frase detta male, da una richiesta trasformata in accusa, da un silenzio che diventa muro, da una ferita che prende la forma del sarcasmo o della difesa.
Questo percorso gratuito di 5 giorni ti aiuta a riconoscere quattro segnali comunicativi che possono consumare una relazione dall’interno: critica, disprezzo, difensività e chiusura.
Sono i cosiddetti Four Horsemen, i “quattro cavalieri” descritti dal Gottman Institute: quattro modalità con cui le coppie, spesso senza accorgersene, iniziano a ferirsi invece di capirsi.
Non è un percorso per stabilire chi ha ragione.
È uno spazio breve, guidato e privato per osservare meglio la danza della coppia: ciò che si ripete, ciò che resta non detto, ciò che ferisce, ciò che forse chiede parole nuove.
Ogni giorno riceverai una breve riflessione e una domanda di scrittura.
Non servono competenze particolari. Ti bastano pochi minuti, un quaderno, e la disponibilità a guardare con più onestà il modo in cui reagisci quando la relazione diventa difficile.
Nel percorso lavorerai su:
Giorno 0 – La danza della coppia: prima di cercare il colpevole
Giorno 1 – Critica: quando il problema diventa la persona
Giorno 2 – Disprezzo: quando l’altro viene svalutato
Giorno 3 – Difensività: quando proteggersi impedisce di ascoltare
Giorno 4 – Chiusura: quando il silenzio diventa muro
Giorno 5 – Guardare la danza: che cosa puoi iniziare a cambiare
Questo percorso non sostituisce una terapia di coppia. È un esercizio di consapevolezza relazionale: un primo passo per riconoscere le parole, i silenzi e gli automatismi che possono allontanare due persone.
Inizia dal primo passo: osservare la danza.
Walter è psicologo, PhD e docente universitario. Il suo lavoro nasce dall’incontro tra psicologia, scrittura riflessiva e pratiche di consapevolezza. Nei suoi percorsi propone strumenti non farmacologici per esplorare emozioni, relazioni, attenzione, cambiamento e momenti di fragilità subclinica.
Attraverso la scrittura terapeutica, la respirazione, la mindfulness e la riflessione guidata, accompagna le persone a dare forma a ciò che vivono, riconoscere i propri schemi interiori e attraversare con maggiore consapevolezza le difficoltà della vita quotidiana.
Dove fa male, l’anima chiama.
PS: Invece il dipinto sopra é di Edvard Munch, Ashes, 1984