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GUARITI

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“I ricordi della mia infanzia sono ancora vivi, come luci accese in una stanza che il tempo non è riuscito a spegnere. Ricordo i giochi, la spensieratezza, i doni ricevuti con occhi pieni di meraviglia. Ricordo un cavalluccio a dondolo, dei pattini, un vestito da sceriffo. E ricordo, più di ogni altra cosa, una piccola macchina a pedali rossa, con fari veri che si illuminavano nel buio. Correvo in una stanza oscurata, guidato solo da quella luce. Forse già allora, senza saperlo, stavo imparando qualcosa: che anche nel buio più fitto, basta una luce per trovare la direzione.

Eppure, tra quei ricordi, ce n’è uno che porta un peso diverso.

Mi rivedo bambino, immobile in un letto. Senza forza, senza voce. Il mio corpo non rispondeva più. I medici tentavano, ma senza risultato. Attorno a me, volti tesi, parole spezzate, promesse che non riuscivo nemmeno ad ascoltare fino in fondo. A un certo punto, fu detto ai miei genitori di prepararsi al peggio. Quella notte stava per diventare l’ultima.

Ma proprio lì, dove ogni speranza umana si fermava, qualcosa accadde.

Vidi Gesù entrare nella stanza. Si avvicinò al mio letto e mi fece una domanda semplice: “Vuoi essere guarito?” Non c’erano discorsi complicati, né teologie da comprendere. Solo una domanda. E una risposta: sì.

Sentii la Sua mano toccarmi nel profondo. Tre volte. Un gesto semplice, ma sufficiente a cambiare tutto.

Il mattino seguente mi svegliai completamente guarito.

Quello fu il mio primo incontro con Lui. E, grazie a Dio, non fu l’ultimo.

Col tempo, la vita mi ha portato a confrontarmi ancora con la sofferenza, ma da un’altra prospettiva. Non più solo come chi riceve, ma come chi osserva, accompagna, combatte. Ho visto la malattia da vicino. L’ho vista consumare, deformare, togliere dignità. Ho visto mio fratello, un uomo forte, essere progressivamente spezzato nel corpo. Un atleta, ridotto a non poter più abbracciare i propri figli. E poi il cancro.

In quei momenti, la realtà è nuda. Gli uomini fanno ciò che possono, ma arriva sempre un punto oltre il quale non possono andare.

È proprio lì che ho compreso che il limite dell’uomo non è il punto in cui tutto finisce, ma è il punto in cui Dio inizia la Sua opera.

Nel corso della mia vita ho visto e vissuto guarigioni che non possono essere spiegate con i soli mezzi naturali. Non perché l’uomo non sia prezioso nei suoi sforzi, ma perché esiste una realtà che lo supera.

Da quel momento, è nato dentro di me un impegno. Non un’idea vaga, ma una decisione: offrire la mia vita affinché Dio possa usarla per portare guarigione a chi soffre e speranza a chi l’ha perduta.

Questo libro nasce da qui.

Non nasce per convincere, ma per testimoniare.

La mia preghiera è semplice: che queste pagine possano accendere fede, risvegliare speranza e aprire uno spazio reale all’opera di Dio nella vita di chi legge. Perché, ancora oggi, nel nome di Gesù, c’è una potenza capace di guarire, restaurare e dare vita. E quella luce, che un tempo illuminava una stanza buia, non ha mai smesso di brillare!”


Editore: Edizioni Global Vision

Data di Pubblicazione: 2026

Collana: Guarigione Divina

Genere: Edificazione

Pagine: 317

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