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Nostra Madre Serpe

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Il serpente è simbolo dell'eterno divenire, degli antichi saperi e della potenza creatrice umana.
Ai nostri giorni però, pieni di preconcetti e falsi miti, la figura del serpente risulta sempre un po' controversa. C'è chi lo ama dal punto di vista naturalistico e chi per la sua immagine di selvaggio e proibito. C'è poi chi lo odia o lo teme per paura, certamente, e spesso per ignoranza. Siamo cresciuti in una società che ci ha sempre inculcato, con metodi più o meno (s)corretti, che i serpenti sono animali da evitare, da temere, spesso - purtroppo - da uccidere. Tutta questa demonizzazione fa parte dell'eredità antica lasciataci da chi voleva stroncare la meravigliosa idea di simbolo di perfezione e fertilità che il Serpente possedeva in tempi arcaici; una spietata campagna denigratoria durata secoli e che ancora oggi sentiamo riecheggiare nel nostro vissuto quotidiano. In questo breve saggio l'autrice spiega come e perché è avvenuto tutto questo, restituendo la giusta valenza positiva a un animale bellissimo.

In questo saggio breve ho racchiuso una lunga ricerca sulle divinità serpente e sulla loro importanza nel corso dei secoli, fino alla demolizione cristiana.

Indice:
1. Note biografiche
2. Il Serpente
3. Dèi, uomini e animali
4. La Dea serpentiforme
5. In Egitto
6. la Dea cretese dei serpenti
7. Grecia: serpi curatrici e pitonesse oracolari
8. La sinuosa Ganga
9. A Roma
10. Tra gli Osco-Umbri
11. Demolizione del potere femminile
12. Demonizzazione della Donna-Dea
13. La rivincita dell Dea
14. Conclusioni
15. Bibliografia e crediti d'immagine

Recensioni:
"Nostra Madre Serpe, saggio breve di Monica Casalini.
Ovvero: ciò che il patriarcato ha eroso alla nostra divina essenza.
di Irene Lachesi

Volete parlare di femminismo? Vorreste in tutti i modi di ristabilire una società in cui i ruoli siano paritari?
Bene: iniziamo prendendo consapevolezza del potere che ci siamo lasciate sfuggire dalle mani. Perché, diciamolo, se il patriarcato è riuscito a trasformare una Dea in una costola d’uomo (o in una idea razionale), forse un pochino siamo state anche noi a permetterglielo.

Diventando consapevoli del nostro passato e dei simboli che rappresentavano la potenza femminile, della loro evoluzione, rivoluzione ed erosione, forse recupereremo consapevolezza e parte della saggezza perduta, mettendo i nostri passi sul vero sentiero dell’equilibrio.
Parità tra i sessi ma basata sulle competenze naturali di ciascuno, come Monica accenna in questo saggio, non nel senso del femminismo moderno in cui tutti devono saper fare tutto e si pretende che ogni uomo si trasformi in un mammo e ogni donna in una scaricatrice di porto. Questa non è parità tra i sessi, è solo il tentativo di riscatto femminile che prende una piega a parer mio del tutto innaturale.
Ci siamo fatte scippare tutti gli aspetti fondamentali alla gestione delle nostre comunità – che noi donne siamo tutte vipere, appunto, e quando non abbiamo niente da dimostrare agli uomini sappiamo costruire dei gruppi che funzionano – e da millenni ne stiamo pagando le conseguenze.
Potremo mai riprendere il controllo del nostro ruolo? Io penso proprio di sì, mettendoci tanta testa, informandoci e recuperando il contatto sincero e naturale con il nostro potere latente. – E smettendo di avere paura dei serpenti! Andiamo, son così belli!

Questo saggio di Monica Casalini è illuminante (come tutti i suoi interventi, del resto).
Adoro come riesca a restituire il giusto valore e la giusta interpretazione ai culti più antichi, commentandoli con fervore e narrandoli quasi come se fosse stata anche lei lì, con quelle sacerdotesse e in quei luoghi di culto.
In questo saggio si nascondono piccole chicche che aiutano a ricostruire quel senso di orgoglio femminile che tutte custodiamo nel nostro profondo, aiutandolo a riemergere alla nostra consapevolezza. Perché noi siamo figlie di quelle sacerdotesse, anche se ci separa qualche generazione. Quel sangue scorre ancora in noi.
Certo, essendo breve non si tratta di un testo esaustivo, ma è un’ottima base di partenza se volete fare delle ricerche in questa direzione ed è anche molto chiaro nella sua esposizione."
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