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AI e il culto della giovinezza

Ho chiesto a varie piattaforme AI di dirmi tutto ciò che sapevano di me: Claude non mi conosceva e non riusciva a trovare né me, né la mia pubblicazione 'Insegnare a Carmela', finché non ne ho condiviso l'ISDN. Google invece ha cercato informazioni su tutti i siti e social presenti online e mi ha consegnato una descrizione alquanto completa. ChatGPT sapeva tantissime cose, anche varie di cui io stessa non ero a conoscenza. Si è scusato, ha detto di essersi lasciato prendere la mano e aver provato a 'dedurre' qualche dettaglio (molto distante dalla realtà). Gli ho chiesto di convertire l'informazione in forma grafica. A parte la scelta di formato, colori e frasi fatte che possono divertire o irritare, mi ha colpito che abbia creato un'immagine con qualche somiglianza, i capelli ricci, il maglione che ho nelle mie foto profilo (anche qui su LinkedIn), però facendomi apparire molto piu giovane e più magra.



Infatti, quando si chiede all'AI di generare l'immagine di una persona, che lavori in ufficio, o faccia sport, o di una famiglia felice o anche un volto interessante, nella maggior parte dei casi il risultato tende verso volti lisci, corpi tonici, età indefinite ma comunque giovani. Anche quando si chiede esplicitamente di genereare una persona anziana, l'AI la rende più "in forma", con rughe attenuate, capelli più folti di quanto la richiesta suggerisca, soprattutto se si tratta di una donna.


È un pattern osservato da chi studia i bias dei modelli generativi. Uno studio pubblicato su Nature (Ottobre 2025, Delecourt, Guilbeault & Srinivasa Desikan — UC Berkeley Haas, Stanford e Oxford), che ha analizzato 1,4 milioni di immagini online e nove modelli linguistici, rivela che le donne appaiono sistematicamente più giovani degli uomini in quasi 3.500 categorie professionali, soprattutto ai livelli più alti. Quando hanno chiesto a ChatGPT di generare 40.000 curriculum, il modello ha dato per scontato che le candidate donne fossero più giovani e con meno esperienza, valutando i candidati uomini più anziani come più qualificati — anche se i dati reali non mostrano differenze di età sistematiche tra uomini e donne nel mondo del lavoro: una distorsione che rafforza aspettative stereotipate, ampliando il divario di genere nel mercato del lavoro.


Insomma, l'AI preferisce la giovinezza?


Dato che i modelli non possono avere gusti e provare attrazione per la giovinezza in senso proprio, bisogna considerare altri parametri fra cui:


I dati di addestramento sbilanciati. Il web è pieno di immagini pubblicitarie, foto stock, contenuti social ottimizzati per piacere — e questi contenuti sovra-rappresentano corpi giovani, pelle levigata, canoni estetici commerciali. L'AI impara statisticamente cosa "assomiglia" a una persona, e quella media statistica è già distorta prima ancora che il modello entri in gioco.

Le etichette e i filtri di qualità amplificano il problema. Molti dataset vengono ripuliti selezionando le immagini "più belle" o "più professionali" secondo criteri umani che a loro volta portano con sé pregiudizi estetici diffusi nella cultura contemporanea.

L'ottimizzazione per il gradimento fa il resto. Se un modello viene affinato anche in base a cosa piace di più agli utenti che valutano le immagini, e se in media le persone reagiscono meglio a volti convenzionalmente "belli" o giovanili, il sistema impara a produrre più di quello.


Il problema non è solo estetico. Quando questi strumenti vengono usati su larga scala — per generare volti in pubblicità, contenuti educativi, persino foto profilo — rischiano di restringere ulteriormente l'idea culturale di cosa sia "normale" o "presentabile". Le rughe, i capelli bianchi, i corpi non convenzionali diventano l'eccezione da specificare esplicitamente, invece che una parte ordinaria della rappresentazione umana. C'è poi un paradosso: più le persone si abituano a immagini "corrette" dall'AI, più le foto reali rischiano di sembrare "sbagliate" per confronto — un meccanismo simile a quello già visto con i filtri sui social, ma applicato a monte, nella generazione stessa dell'immagine.


Il risultato: uno specchio che non riflette, ma leviga.


Così ho chiesto all'AI di rielaborare la grafica 'invecchiando' la mia immagine. E mi ha fatto sembrare molto più vecchia, pur levigando le rughe!