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✦ Simboli della Trasformazione

Ci sono testi che quasi ti costringi a leggere per curiosità mistica. Li sfogli come fossero grimori antichi, le cui parole appaiono incise su una pietra magica. Sebbene scritte nella tua lingua, lasciano un senso di indecifrabile complessità che solo il tempo e la risposta ad altre infinite domande possono svelarne l’essenza. È come leggere un testo a cui mancano magicamente parole che, col tempo, appaiono per regalarti una comprensione più lucida e nitida.


In “Simboli della Trasformazione” si cela la magia alchemica della struttura del Sé, celata dietro il mistero della profondità della psiche. Simboli e divinità si intrecciano non per spiegare ma per mostrare un percorso storico dell’Uomo apparentemente dimenticato.

Ci si imbatte in qualcosa di nostro, ma così misterioso da apparire lontanissimo, come galassie invisibili ad occhio nudo. Eppure, non stanno lontane nel cielo, ma profonde nella nostra volta interiore.


Alla seconda lettura di questo maestoso capolavoro, mi specchio in uno sguardo ancora più piccolo della prima. È come se la sua lettura mi facesse sentire ancora più perso e piccolo.


Non è una lettura estiva, né una chiave che apre le porte della conoscenza. È una soglia interiore che porta ad una soglia ancora più grande. E dove le parole, col tempo, si fanno leggere, quelle verità appaiono ancora meno svelate, più profonde e misteriose di prima.


Che io ami Jung è già noto, ma ne sconsiglio la lettura. Più ci si guarda dentro, più il risveglio richiede coerenza, più ci si sente incoerenti.


È un Cerbero che si morde la coda, che non sa più scegliere con quale testa farlo.