Lavorare fino a sparire
È domenica sera e stai sistemando la posta. Nessuno ti ha chiesto niente.
Non ti manca la resilienza. Fra i fattori che predicono l'esaurimento, il rapporto fra quello che ti viene chiesto e quello che hai per farlo conta più di qualunque tua caratteristica — e una parte di quel rapporto non l'hai deciso tu.
Questo libro non contiene tecniche di produttività, non ti chiede di diventare più resistente e non ti dice di licenziarti. Ti mostra il meccanismo che alza la soglia un gradino alla volta senza tornare giù, e perché consegnare in silenzio certifica che quel carico era sostenibile: è il motivo per cui lavorare bene, in certe organizzazioni, peggiora la situazione.
Poi ti dà sei settimane che cominciano da un confine e dal sonno, non dalla motivazione. La prima non ti chiede di lavorare meno: ti chiede di scrivere a che ora chiudi, e di mettere nella lista di domani la cosa piccola che «richiede due minuti».
DENTRO IL LIBRO
· 20 capitoli in quattro parti: capire, mappare, fermare, e quello che sta intorno
· 61 esercizi con tempo dichiarato e spazio per scrivere
· Il Semaforo del carico, per sapere quando serve un medico e non un libro
· La frase in quattro parti per contrattare una richiesta, e il principio di non rifiutare mai ma quotare sempre
· Il diritto di chiedere una visita al medico competente, che quasi nessuno conosce
· Capitoli su perfezionismo, capi e colleghi, su chi ti aspetta a casa, e su che cosa impara un figlio che ti guarda lavorare
· Appendici: esercizi riassuntivi, diario delle sei settimane, risorse in Italia, pagine per chi ti sta accanto e per il tuo terapeuta
PER CHI È
Per chi lavora così da anni e ha smesso di accorgersene. Per chi quando si ferma sta peggio. Per chi fa un lavoro di cura e si sente in colpa a fermarsi. Per chi lavora per sé e non ha nessuno che gli imponga un orario.
PER CHI NON È
Per chi cerca un metodo per rendere di più. E non è il primo passo per chi ha un esaurimento che il riposo non recupera, insonnia da più di un mese, alcol o farmaci diventati quotidiani, o pensieri di morte: in quei casi servono prima un medico e un professionista, e il libro lo dice nelle prime pagine, con i numeri da chiamare.