Due figure che ci guidano
Ci sono incontri interiori che non somigliano a nulla,
perché non avvengono nel tempo:
avvengono in profondità.
Due figure si cercano —
una cammina con il bastone del tempo,
l’altra corre con le ginocchia sbucciate.
Una abita il silenzio,
l’altra abita la nascita.
Sono il Vecchio Saggio
e il Bambino Divino.
Due estremi dello stesso sentiero,
due modi di vedere la vita:
da molto lontano
o da molto vicino.
Il Vecchio Saggio
Non è un uomo anziano,
non è nemmeno una persona.
È una qualità del sentire che si manifesta
quando non cerchi più di controllare la vita,
ma impari a lasciarla essere.
Il Vecchio Saggio non parla molto.
Quando lo fa, sembra che le sue parole abbiano attraversato le epoche.
Ha gli occhi di chi ha visto tutto —
eppure non giudica.
Custodisce il mistero,
ma non ha fretta di svelarlo.
Cammina lento.
Guarda le cose spegnersi
e invece di fuggire, si ferma.
Quando sogni un vecchio saggio,
forse qualcosa in te sta maturando in silenzio.
Forse una parte della tua anima
ha smesso di urlare per cominciare a vedere.
Il Bambino Divino
È il primo battito.
Il primo “sì” alla vita,
prima ancora che la mente dica “io”.
Il Bambino Divino non ha potere,
ma ogni volta che appare,
rinnova il mondo.
Non è un bambino qualsiasi.
È il figlio nascosto,
quello protetto tra le paludi,
nascosto nel canneto,
chiuso in una cesta o in una grotta.
Ogni cultura lo riconosce,
perché ogni anima sa che c’è qualcosa in noi che è nato per rinascere.
Il Bambino Divino non sa ancora parlare,
ma porta una visione.
Ha il coraggio dell’innocenza,
la forza di chi non ha ancora imparato la paura.
Quando sogni un bambino che splende,
un figlio che nasce,
una creatura fragile ma centrale…
è possibile che una nuova parte di te stia chiedendo di venire alla luce.
Un dialogo interiore
Non è raro che queste due forze si alternino.
A volte si ignorano.
Altre si chiamano a distanza.
E nei sogni più profondi,
quando appaiono insieme,
qualcosa di sacro accade.
Il Vecchio Saggio riconosce il Bambino
come la parte che lui ha dimenticato.
Il Bambino Divino guarda il Vecchio
e capisce dove potrà arrivare.
L’uno custodisce l’origine,
l’altro custodisce il compimento.
E tu, viaggiatore,
chi stai incontrando adesso?